QUARESIMA 2026 /4
…il tatto
Guardando al percorso sui cinque sensi che stiamo vivendo durante queste domeniche di Quaresima sarebbe stato più che lecito aspettarsi, con il brano del cieco nato proclamato nella Celebrazione eucaristica della quarta domenica, di meditare sulla vista. Un uomo cieco dalla nascita, al quale Gesù spalma del fango sugli occhi, inizia a vedere. Ciò che attira subito la nostra attenzione è pensare al fatto che quest’uomo inizia a vedere la realtà con tutti i suoi colori per la prima volta. Eppure siamo invitati a non soffermarci sull’effetto della guarigione ma sull’atto di guarire: Gesù che tocca la fragilità più grande dell’uomo cieco, quella parte di lui che tutte le persone pensavano essere la sua maledizione.
Ci hanno insegnato che Gesù entra in contatto anche con la nostra fragilità, che vuole toccare anche le nostre vite. Tuttavia, nonostante l’importante dimensione materiale dei nostri sacramenti, noi continuiamo spesso a credere che Egli non possa fisicamente toccare la nostra esperienza.
Qualche estate fa, durante un camposcuola con i ragazzi delle superiori, siamo andati in giro a fare un’intervista a tutti quelli che incontravamo, facendo una sola domanda: «Se tu fossi Dio per una settimana cosa faresti?». Un passante mi ha colpito perché, senza la minima esitazione, ha risposto: «Toccherei il cuore di ogni essere umano».
Pur restando un linguaggio metaforico, questa risposta parla di un’esperienza più che mai vera e sentita. Potremmo effettivamente pensare che non sia Dio a farci sperimentare qualcosa di fisico, ma che sia tutto dalle circostanze che stiamo vivendo. Eppure che sia nel contemplare guardando a qualcosa, nel gustare il pane e il vino o nell’ascoltare la sua Parola, il Signore tocca il nostro cuore anche fisicamente nelle emozioni che proviamo, nelle lacrime che versiamo, nel fiato che sembra mancare o in qualsiasi esperienza fisica e spirituale che possiamo fare quando ci mettiamo alla Sua presenza.
I nostri sensi sono ciò che ci ha donato per entrare in contatto con la realtà e con Lui e il tatto ce ne fa fare un’esperienza quantomai piena e diretta. L’invito di questa domenica è di sentirci sempre chiamati a comprendere se ciò che ci tocca nella nostra vita non sia proprio il Signore che cerca di toccare la nostra fragilità, permettendoci di vedere tutta la Sua bellezza.
don Tommaso, diacono