Orario Sante Messe _ Agosto 2022

Lunedì 1 agosto: 8.30 ai Santi Angeli

Martedì 2 agosto: 8.30 a Santa Teresa

Mercoledì 3 agosto: 18.30 al Bassanello

Giovedì 4 agosto: 8.30 a Santa Teresa

Venerdì 5 agosto: 8.30 ai Santi Angeli

Sabato 6 agosto: 8.30 a Santa Teresa e 18.30 al Bassanello (NON c’è la prefestiva ai Santi Angeli)

Domenica 7 agosto: 10.00 e 19.00 ai Santi Angeli,

8.00 e 10.30 a Santa Teresa, 9.00 e 11.00 al Bassanello

Lunedì 8 agosto: 8.30 ai Santi Angeli

Martedì 9 agosto: 8.30 a Santa Teresa

Mercoledì 10 agosto: 18.30 al Bassanello

Giovedì 11 agosto: 8.30 a Santa Teresa, 18.30 al Bassanello (in preparazione all’Assunta)

Venerdì 12 agosto: 8.30 ai Santi Angeli, 18.30 al Bassanello (in preparazione all’Assunta)

Sabato 13 agosto: 8.30 a Santa Teresa, 18.30 al Bassanello (NON c’è la prefestiva ai Santi Angeli)

Domenica 14 agosto: 10.00 e 19.00 ai Santi Angeli,

8.00 e 10.30 a Santa Teresa, 9.00 e 11.00 al Bassanello

Lunedì 15 agosto: 8.00 a Santa Teresa, 9.30 ai Santi Angeli, 9.00, 11.00, 18.30 al Bassanello

Martedì 16 agosto: 8.30 a Santa Teresa

Mercoledì 17 agosto: 18.30 al Bassanello

Giovedì 18 agosto: 8.30 a Santa Teresa

Venerdì 19 agosto: 8.30 ai Santi Angeli

Sabato 20 agosto: 8.30 a Santa Teresa, 18.30 al Bassanello (NON c’è la prefestiva ai Santi Angeli)

Domenica 21 agosto: 10.00 e 19.00 ai Santi Angeli;

8.00 e 10.30 a Santa Teresa; 9.00 e 11.00 al Bassanello

Lunedì 22 agosto: 8.30 ai Santi Angeli

Martedì 23 agosto: 8.30 a Santa Teresa

Mercoledì 24 agosto: 18.30 al Bassanello

Giovedì 25 agosto: 8.30 a Santa Teresa

Venerdì 26 agosto: 8.30 ai Santi Angeli

Sabato 27 agosto: 8.30 a Santa Teresa, 18.30 al Bassanello (NON c’è la prefestiva ai Santi Angeli)

Domenica 28 agosto: 10.00 e 19.00 ai Santi Angeli;

8.00 e 10.30 a Santa Teresa; 9.00 e 11.00 al Bassanello

“PERMESSO”, “GRAZIE” e “SCUSA”

IL SALUTO del nuovo parroco ALLE COMUNITÁ

Care comunità di Santa Maria Assunta, Santi
Angeli Custodi e Santa Teresa di Gesù bambino,
il vescovo Claudio mi ha incaricato di camminare
al vostro fianco nei prossimi anni come parroco. Non vi
nascondo la trepidazione nell’aver detto “sì” a questa
proposta che sento particolarmente grande: l’ho accolta
fiducioso nel Signore Gesù, che in ventitré anni di prete
ho sperimentato fedele e sempre capace di stupire.
Arriverò tra voi in compagnia di altri tre confratelli e insieme condivideremo
la gioia di credere e servire il Signore insieme a voi, nello stile di fraternità
e collaborazione che voi avete già sperimentato in diversi anni di Unità
pastorale. Affidiamoci reciprocamente al Signore per vivere questa novità
con il suo cuore.
don Silvano Trincanato

NUOVE NOMINE PER LE NOSTRE PARROCCHIE

Venerdì 17 giugno, festa di san Gregorio Barbarigo, durante
l’assemblea annuale dei preti padovani, il vescovo Claudio ha
annunciato la nomina di don Silvano Trincanato, a parroco
delle parrocchie dell’unità pastorale alla Guizza. Don Silvano,
attualmente, è il direttore della comunità vocazionale Sant’Andrea, dell’ufficio
diocesano vocazioni e dell’ufficio diocesano di pastorale familiare.
Insieme con don Silvano saranno altri due presbiteri: don Giuseppe Toffanello,
padre spirituale della comunità S. Andrea e don Andrea Albertin, docente di Sacra
Scrittura (Nuovo Testamento) presso la nostra facoltà teologica.
Al vescovo Claudio il nostro grazie perla cura pastorale che ci ha dimostrato; alla
nuova equipe di preti i nostri migliori auguri, in attesa di conoscerli di persona.

Don Giuseppe don Vittorio e i vicepresidenti dei consigli pastorali parrocchiali

IL SINODO DIOCESANO DI PADOVA

«Il Sinodo diocesano – scrive il vescovo Claudio
nell’Instrumentum Laboris 1 – sarà aperto il giorno di Pentecoste (alle ore 16.30,
in Basilica Cattedrale), pienezza della Pasqua, per chiedere che sul nostro lavoro
scenda la forza del suo Spirito e cambi l’acqua in vino, come a Cana di Galilea; il
pane e il vino, in corpo e sangue di Cristo come nell’Eucaristia delle nostre
comunità; la nostra assemblea in corpo del Signore risorto. Il dono è sempre
eccedente rispetto alle attese».
Inizia una nuova fase del cammino che proseguirà attraverso i Gruppi di
discernimento sinodale. Si tratta di piccoli gruppi (di 7-12 persone) che,
accompagnati da un moderatore, sono chiamati a confrontarsi su uno dei temi del
Sinodo diocesano. Si incontreranno nei mesi da ottobre a dicembre 2022, lavorando
per tre incontri su tracce predisposte dalla diocesi.
Rispetto agli Spazi di dialogo, che hanno animato l’anno di preparazione al Sinodo
diocesano, i Gruppi di discernimento sinodale lavorano ora su un tema preciso del
Sinodo.
Le iscrizioni ai Gruppi saranno possibili fin dall’Apertura del Sinodo, quindi dal 5
giugno al 5 settembre 2022, utilizzando il sito del Sinodo diocesano. Il Gruppo
viene iscritto direttamente dal moderatore,
I Gruppi di discernimento che siamo chiamati a formare avranno tre coloriture.
1. Gruppi di discernimento saranno costituiti dai membri degli Organismi di
comunione, da tutti gli operatori pastorali e (…) da chi frequenta la parrocchia (…)
2. Gruppi di discernimento sinodale più informali saranno costituiti da persone che
solitamente non vengono raggiunte da inviti o proposte parrocchiali, (…) gli stessi
facilitatori dello scorso anno possono essere interpellati come moderatori.
3. Gruppi di discernimento sinodale di ambito saranno costituiti da persone
collegate ad ambiti e ambienti vitali, (…)
I membri del Consiglio Pastorale fin da giugno promuovano la comunicazione dei
Gruppi di discernimento sinodale, suggeriscano dei possibili moderatori invitandoli
a costituire i Gruppi. Gli stessi membri del Consiglio si mettano a disposizione
come moderatori.

E’ GIUNTO IL MOMENTO DI PASSARE IL TESTIMONE

59° GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

PASQUA DI RISURREZIONE
É POSSIBILE RICOMINCIARE SEMPRE

Anche in questi tempi bui per la guerra e per la pandemia il Signore risorto ci invita a ricominciare, a non perdere mai la speranza. La pasqua ci dice che è possibile ricominciare sempre.
Le donne pensavano di trovare un corpo da ungere, invece hanno trovato un sepolcro vuoto. Erano andate a piangere un morto, invece hanno ascoltato un annuncio di vita.
Erano piene di spavento, timorose e piene di stupore. Lo stupore che provavano era un timore misto a gioia. Erano meravigliate nell’ascoltare le parole del giovane vestito di una veste bianca: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. É risorto e vi precede in Galilea, là lo vedrete.
Andare in Galilea significa anzitutto ricominciare – Per i discepoli è ritornare nel luogo dove per la prima volta il Signore li ha cercati e li ha chiamati a seguirlo. É il luogo del primo incontro e del primo amore. Pur avendolo seguito, pur stando sempre con Lui, spesso non hanno capito fino in fondo le sue parole e lo hanno abbandonato. La croce per loro era insopportabile. Malgrado questo il Signore si ripresenta ancora una volta e ripete loro la sua chiamata. Impariamo, dentro questa Galilea, la nostra vita di sempre, che il Signore è capace di tracciare sentieri nuovi anche dentro le strade delle nostre sconfitte.
Sempre c’è una vita nuova che Dio è capace di far riemergere e ripartire al di là di tutti i nostri fallimenti. Egli ci precede sempre: nella croce della sofferenza, della desolazione e della morte, così come nella gloria di una vita che risorge, di una storia che cambia, di una speranza che rinasce.
Andare in Galilea significa anche percorrere strade nuove – È muoversi nella direzione contraria al sepolcro. Non vivere più la “fede dei ricordi”, come se Gesù fosse un personaggio del passato, un amico di gioventù ormai lontano, un fatto accaduto tempo fa, quando da bambino frequentavo il catechismo.
Andare in Galilea, invece, significa imparare che la fede, per essere viva, deve rimettersi in strada.
Deve ravvivare ogni giorno l’inizio del cammino, lo stupore del primo incontro. E poi affidarsi, senza la presunzione di sapere già tutto, ma con l’umiltà di chi si lascia sorprendere dalle vie di Dio.
Andiamo in Galilea a scoprire che Dio non può essere sistemato tra i ricordi dell’infanzia ma è vivo, sorprende sempre. Risorto, non finisce mai di stupirci.
Gesù non è un personaggio superato. Egli è vivo, qui e ora. Cammina con te ogni giorno. Andare in Galilea significa, inoltre, andare ai confini – Perché la Galilea è il luogo più distante: in quella regione composita e variegata abitano quanti sono più lontani dalla purezza rituale di Gerusalemme. Eppure, Gesù ha iniziato la sua missione, rivolgendo l’annuncio a chi porta avanti con fatica la vita quotidiana, rivolgendo l’annuncio agli esclusi, ai fragili, ai poveri, per essere volto e presenza di Dio, che va a cercare senza stancarsi chi è scoraggiato o perduto, che si muove fino ai confini dell’esistenza perché ai suoi occhi nessuno è ultimo, nessuno escluso. Lì il Risorto chiede ai suoi di andare, anche oggi in questa “Galilea” reale. É il luogo della vita quotidiana, sono le strade che percorriamo ogni giorno, sono gli angoli delle nostre città in cui il Signore ci precede e di rende presente, proprio nella vita di chi ci passa accanto e condivide con noi il tempo, il lavoro, le fatiche e le speranze. In “Galilea” impariamo che possiamo incontrare il Risorto nel volto dei fratelli, nell’entusiasmo di chi sogna e nella rassegnazione di chi è scoraggiato, nei sorrisi di chi gioisce e nelle lacrime di chi soffre, soprattutto nei poveri e in chi è messo ai margini.
Gesù, il Risorto, ci ama senza confini e visita ogni nostra situazione di vita. Con Lui, la vita cambierà. Perché oltre tutte le sconfitte, il male e la violenza, oltre ogni sofferenza e oltre la morte, il Risorto vive e il Risorto conduce la storia.
Sorella, fratello se porti nel cuore un’ora buia, un giorno che non è ancora spuntato, una luce sepolta, un sogno infranto, vai, apri il cuore con stupore all’annuncio della Pasqua: “Non avere paura, è risorto! Ti attende in Galilea”.
(Spunti tratti da un’omelia di Papa Francesco e liberamente riadattati)

LE SCELTE SULLE ARMI

L’aggressione russa all’Ucraina ha oggettivamente sconvolto le agende
politiche delle democrazie occidentali. Da una doppia emergenza,
quella climatica e pandemica, si sta scivolando nei fatti verso un’altra
emergenza legata alla difesa e alla sicurezza nel cuore dell’Europa (ma
anche in Estremo Oriente). Il tema lacerante del riarmo, e del
raggiungimento del 2% del Pil in spesa militare concordato in sede
Nato, non merita di essere affrontato, sia in sede europea sia nel
nostro Paese, assumendo posizioni strumentali. Democrazie mature
sono in grado di affrontare un tema sensibile e complesso andando
oltre il ‘va fatto perché va fatto’ e non limitandosi a un pacifismo solidarismo a intermittenza, che si riaffaccia nei partiti solo quando
appare conveniente. Si può fare di più, si deve fare meglio. (…) Proprio
quel ‘no’ forte pronunciato da papa Francesco al riarmo europeo e
globale, (…) esige che innanzitutto ci sia un dibattito vero (…) e che
comunque si conservi il ruolo proprio della politica (…): questa Europa
che si divide costantemente su tutto – dall’accoglienza dei migranti
alla sicurezza energetica alla stessa azione di politica estera – si ritrova
compattamente unita nel desiderio di avere più armi e più
‘deterrenza’, ma per la gran parte ognun per sé. Soldi in armi e soldati
dei singoli Stati subito; difesa comune (più efficiente e meno costosa)
domani, forse. Nessuno può avere dubbi sul fatto che quali che siano,
infine, per convinzione o per necessità, per mediazione o per sfida, le
scelte compiute dall’Italia e dagli altri Stati della Ue, il sogno europeo
era e resta un altro.
(Avvenire; Marco Iasevoli; Giovedì 31 marzo 2022; Le scelte sulle
armi. Ma il sogno europeo era e resta un altro)

IN NOME DI DIO, FERMATEVI

Preghiera per la Pace
Perdonaci la guerra, Signore.
Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio,
abbi misericordia di noi peccatori!
Signore Gesù, nato sotto le bombe di Kiev, abbi pietà di noi!
Signore Gesù, morto in braccio alla mamma
in un bunker di Kharkiv,
abbi pietà di noi!
Signore Gesù, mandato ventenne al fronte, abbi pietà di noi!
Signore Gesù, che vedi ancora le mani armate
all’ombra della tua croce,
abbi pietà di noi!
Perdonaci Signore, se non contenti dei chiodi con i quali
trafiggemmo la tua mano, continuiamo ad abbeverarci
al sangue dei morti dilaniati dalle armi.
Perdonaci, se queste mani che avevi creato per custodire,
si sono trasformate in strumenti di morte.
erdonaci, Signore, se continuiamo ad uccidere nostro fratello,
se continuiamo come Caino a togliere le pietre
dal nostro campo per uccidere Abele.
Perdonaci, se continuiamo a giustificare
con la nostra fatica la crudeltà,
con il nostro dolore legittimiamo l’efferatezza dei nostri gesti.
Perdonaci la guerra, Signore.
Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti imploriamo!
Ferma la mano di Caino!
Illumina la nostra coscienza, non sia fatta la nostra volontà,
non abbandonarci al nostro agire!
Fermaci, Signore, fermaci!
quando avrai fermato la mano di Caino, abbi cura anche di lui.
È nostro fratello.
O Signore, poni un freno alla violenza! Fermaci, Signore!
Amen