Ancora immersi nella luce della Pasqua, il mese di maggio si apre davanti a noi con alcuni segni semplici e familiari: un rosario recitato insieme, un fiore davanti a una immagine della Madre del Signore, una sosta breve ma sincera nella preghiera. In questo tempo, la Vergine Maria ci accompagna con discrezione, quasi in silenzio.
Nei racconti della risurrezione, lei non compare in primo piano. Eppure la tradizione della fede la riconosce come colei che ha custodito la speranza e la carità anche nel momento più buio, quando tutto sembrava perduto. Il suo è stato un credere senza clamore, un restare saldo quando altri erano smarriti. Per questo possiamo guardare a lei come alla donna del Sabato Santo: colei che sa attendere, che non smette di fidarsi di Dio anche quando le risposte tardano ad arrivare.
Non è difficile riconoscere, anche tra noi, momenti che assomigliano al Sabato Santo: situazioni di fatica, solitudini nascoste, preoccupazioni per il futuro in cui il silenzio diventa particolarmente duro. In queste esperienze, Maria ci insegna uno stile: non quello delle parole facili, ma della presenza fedele, della pazienza, della speranza che non si arrende, della tenerezza.
Il mese di maggio, allora, può diventare per tutti noi un’occasione preziosa. Non solo per ripetere gesti della tradizione, ma per riscoprirne il significato e incontrare tratti di Vangelo: fermarsi, pregare, condividere un momento in famiglia o con la comunità, ritrovare il gusto di una sosta di fede semplice ma autentica. Guardando a Maria, la nostra preghiera si fa vicinanza amorevole verso il Signore e intercessione per l’umanità bisognosa, presenza costante accanto a suo Figlio e ai suoi figli. Lei, che ha saputo restare presso la Croce confidando in Dio e accogliendo come madre il discepolo Giovanni, ci insegna a mantenere il cuore sempre aperto, restando uniti al Signore senza mai distogliere lo sguardo dalle necessità del prossimo.
In questo tempo pasquale, lasciamoci dunque accompagnare da Maria, nella preghiera e nella vita quotidiana, con uno stile fatto di presenza, silenzio e cura. Forse è proprio così, in modo semplice e silenzioso, che la Pasqua continua a fiorire anche oggi, nelle nostre case e nelle nostre strade.
don Silvano, il parroco