Siamo in un periodo comunitario intenso e coinvolgente, caratterizzato dalla ripresa di tanti percorsi insieme alle famiglie, ai ragazzi, ai giovani e agli adulti, con l’ormai prossimo Avvento liturgico del Signore e, in contemporanea, con la Visita pastorale del vescovo Claudio alle nostre Parrocchie e all’intera Collaborazione pastorale Bassanello.
A tutto questo si affiancano, proprio in questa domenica, la memoria di tutti i Defunti e la solennità di tutti i Santi. D’altra parte non potrebbe essere diversamente. Sebbene ci venga spontaneo percepire la Chiesa solo come l’insieme dei cristiani che oggi vivono nel mondo, essa è in verità una realtà ben più ampia, composta dall’umanità di oggi ma anche di ieri, vivente nella Grazia di Gesù Risorto. I defunti e i santi fanno parte con noi del popolo di Dio e ci accompagnano nel nostro cammino verso il Signore: ci sostengono con il loro ricordo e la loro testimonianza, ma anche con una costante intercessione presso il Padre, affinché la nostra vita possa sperimentare la Beatitudine, quella stessa che il Vangelo di questa domenica ci invita a contemplare.
La vera Beatitudine è ciò che abbiamo a cuore per noi e per tutti: è per essa che facciamo comunità e progettiamo occasioni di incontro, preghiera e formazione, ed è questo il motivo per cui il Vescovo desidera venirci a trovare.
Non svolgiamo una serie di attività solo per “tenere vive” le Parrocchie e il quartiere, ma perché a questo ci spinge la fede che ci ha raggiunti. Da un lato non possiamo trattenerla, dall’altro sentiamo il bisogno di esprimerla e viverla insieme agli altri: impegnarci in diversi modi come comunità cristiana è il nostro modo per far crescere la vera Beatitudine nelle nostre case, nel quartiere e nei luoghi in cui studiamo, lavoriamo e ci incontriamo.
Non guardiamo allora alle diverse proposte comunitarie come a un semplice segno di vitalità, né come a qualcosa da assaggiare a spizzichi e bocconi o a una serie di servizi di cui usufruire. Guardiamo ad esse come al cammino di fede delle nostre comunità, al nostro stesso cammino, sia che riusciamo a prendervi parte attivamente o meno. È un fare strada che ci appartiene e che siamo chiamati a sostenere con la preghiera, la simpatia e la partecipazione concreta, ben consapevoli della presenza del Cielo e di una Comunione in Dio che va oltre la presenza fisica.
Il parroco, don Silvano