Da diverse settimane stiamo presentando in più modi le proposte formative pensate per gli adulti, i giovani, i ragazzi e le famiglie con bambini piccoli. Un bel segnale di disponibilità ed entusiasmo arriva da alcuni giovani, che partecipano con slancio agli incontri di gruppo e alla Messa domenicale, e scelgono di farsi accompagnare spiritualmente da un adulto, arrivando a definire insieme una propria regola di vita spirituale. Anche una parte delle famiglie del territorio ha accolto con favore i percorsi di catechesi per i bambini della scuola primaria. È stato particolarmente incoraggiante l’incontro condiviso due domeniche fa: oltre al piacere di ritrovarsi, è emerso chiaramente il desiderio di prenderci cura della nostra fede di adulti.
Ora, tuttavia, credo sia il momento che l’intera comunità si attivi per promuovere un’attenzione diffusa alla vita spirituale e alla maturazione della fede. L’interesse per la preghiera, i sacramenti e gli incontri di gruppo per le diverse fasce d’età non può essere dato per scontato, né delegato unicamente ai singoli destinatari. Siamo chiamati ciascuno a compiere un salto di qualità e di disponibilità, verificando se stiamo coltivando la nostra fede e domandandoci se la partecipazione (o meno) alle proposte della comunità nasca dall’abitudine, dall’indifferenza o da reali possibilità.
Allo stesso tempo, siamo chiamati a interessarci gli uni degli altri, allargando lo sguardo oltre la nostra personale partecipazione alla vita parrocchiale per desiderare e favorire anche quella degli altri. Se sono un nonno, come posso non preoccuparmi che mio nipote e suoi genitori partecipino agli incontri progettati per loro e alla Messa domenicale? Se sono un semplice vicino di casa, come non farmi attento affinché una giovane coppia colga l’occasione degli incontri di catechesi pensati anche per loro, magari prima o dopo il battesimo di un figlio? Come non proporre a un anziano di accompagnarlo alla Messa domenicale o a un altro appuntamento parrocchiale? Se sono un giovane o un adulto che frequenta altri coetanei, come non confrontarmi con loro sulle grandi domande della vita, proporre loro degli incontri di fede, offrire e chiedere sostegno per essere più fedele alla Messa, invitare a partecipare ai centri d’ascolto sul Vangelo o ad altre iniziative di fede?
È il momento di prenderci a cuore la fede insieme, ben consapevoli che non si tratta di un fatto privato, né di un aspetto marginale tra tanti, ma della bella e buona notizia per la nostra vita: il Vangelo del Signore per ciascuno di noi.
Il parroco, don Silvano