Menu Chiudi

UNO IN CRISTO, UNITI NELLA MISSIONE

Il mese di ottobre da oltre un secolo rilancia con forza la vocazione fondamentale della Chiesa: annunciare il Vangelo a ogni creatura.
Annunciare il Signore, il suo amore e la sua Pasqua, invitando tutti a vivere in comunione con lui, non è un compito secondario per noi cristiani, ma parte della nostra stessa identità.
La Chiesa non è stata costituita per chiudersi in se stessa, bensì per essere uno strumento vivo di bene, di speranza e di salvezza per tutti, in ogni epoca e in ogni luogo.
Oggi la fisionomia del mondo e della Chiesa stanno cambiando profondamente. Zone della terra che per secoli sono state a maggioranza cristiana sperimentano una pluralità di presenze, in quanto abitate da comunità di altre religioni e da tanti non credenti. Anche la nostra Europa sta vivendo trasformazioni profonde. Mentre la presenza musulmana cresce per flussi migratori e dinamiche demografiche, il cristianesimo europeo perde praticanti e fatica a trasmettere la fede alle nuove generazioni.
Come cristiani, abbiamo il pieno diritto e il dovere di custodire e manifestare pubblicamente la nostra identità. Tuttavia, il futuro non deve essere immaginato come un inevitabile scontro di civiltà o un confronto polemico tra religioni. La vera sfida, la più urgente, è soprattutto interna alla nostra vita di fede: che cosa stiamo facendo del dono che abbiamo ricevuto? Siamo ancora capaci di raccontare la nostra esperienza di Cristo ai figli, ai giovani, alle persone che incontriamo? Le nostre parrocchie sono ancora comunità vive, capaci di generare fede? Non possiamo pretendere che siano gli altri a preservare un’identità cristiana a cui noi stessi, per pigrizia o stanchezza, rischiamo di rinunciare o che invochiamo soltanto come un mero slogan identitario.
Questo “Ottobre Missionario” è allora il tempo favorevole per rinnovare lo slancio dell’annuncio: si offre come un’occasione per riscoprire la chiamata ad aprirci con fiducia al dialogo con tutti, con le persone a noi vicine, con i non credenti, con i cristiani delle altre Chiese e con i fedeli di ogni religione, senza irrigidirsi in una
chiusura difensiva o il timore di smarrire noi stessi. Il Vangelo resta la novità più bella da condividere con il mondo!
Il futuro non è scritto. Alla legittima preoccupazione per i tempi che cambiano deve accompagnarsi una chiara e gioiosa responsabilità: conoscere la nostra fede, viverla ogni giorno, trasmetterla con passione, testimoniarla senza sensi di inferiorità, continuando a sostenere con energia quanti sono stati inviati in varie parti del mondo proprio per annunciare il Vangelo.
Il parroco, don Silvano