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IL CORAGGIO DI UN NUOVO INIZIO

I mesi estivi sono stati particolarmente caldi, sia sotto il profilo meteorologico sia sotto quello pastorale, carichi di tante opportunità meravigliose, intense e generose che hanno animato le nostre comunità. Abbiamo vissuto un’estate carica di vita: la gioia trascinante del Fest…in, l’energia del Grest, l’esperienza entusiasmante dei Campiscuola e l’intenso cammino dei giovani sui passi di Franz e Franziska Jägerstätter. Ripercorrere insieme la testimonianza di questa coppia, capace di dire un “no” coraggioso alla violenza del nazionalsocialismo in nome della fede, ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei giovani che l’hanno vissuta, ma non mancheranno le occasioni affinché possa arricchire ulteriormente le nostre Parrocchie.
Portando nel cuore queste e altre occasioni, entriamo nel mese di settembre: un tempo di ripartenza e di ascolto che ci interpella, in particolare, su due fronti fondamentali.
๏ Nel mese di settembre la Chiesa vive il Tempo del Creato, un dono che riconosciamo come tale alla luce dell’anniversario della morte di San Francesco d’assisi, ma anche stimolati dal caldo torrido dell’estate, accresciuto dal riscaldamento globale. “Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci” (Is 2,4): è con queste parole del profeta Isaia che vogliamo vivere questo periodo.
Custodire il creato non è una moda verde, ma una scelta di pace e di disarmo. In un mondo spesso ferito da logiche di sopraffazione e da un uso egoistico delle risorse naturali, siamo chiamati a chiederci: come possiamo “forgiare vomeri” nella nostra quotidianità? Convertire i nostri stili di vita, prenderci cura della nostra casa comune e coltivare relazioni disarmate e pacifiche sono anche queste le modalità concrete con cui possiamo rigenerare la terra e le nostre comunità.
๏ Insieme al Creato, nella nostra Diocesi il mese di settembre guarda anche alla vita del Seminario diocesano, con un tema che ci sfida nel profondo: “Osare nella preghiera”. Pregare non significa rifugiarsi in formule stanche o cercare consolazioni a buon mercato, ma avere l’audacia di stare davanti a Dio con il cuore aperto, fidandosi della sua chiamata. Significa chiedere con coraggio il dono di nuove vocazioni al ministero ordinato e sostenere i giovani che stanno compiendo questo percorso. Una comunità che non “osa nella preghiera” rischia di ripiegarsi su se stessa; una comunità che prega con audacia sa invece scorgere il futuro con speranza e generosità. Ed è proprio questo che desideriamo vivere, senza lasciarci andare allo sconforto per il calo numerico dei giovani che oggi scelgono di entrare in Seminario e confrontarsi liberamente con la parola del Signore.
Affidiamo al Signore il mese di settembre, con le tante ripartenze che lo caratterizzano e lo slancio di una fede che sa stare in gioco e osare.
don Silvano, il parroco