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VIENE LA SPERANZA, RIVESTITEVI

Iniziamo oggi un nuovo anno liturgico e, come tutti i nuovi inizi, dovrebbe portare con sé attese e desideri. Come ogni anno, però, ci ritroviamo a vivere un tempo liturgico, quello dell’Avvento, di cui magari facciamo fatica a cogliere il senso; un tempo penitenziale, in cui ci viene annunciato l’arrivo del Signore, in cui siamo richiamati ancora una volta alla conversione, con un forte appello a restare fedeli al Signore in attesa di celebrare quel Bambino che però sappiamo essere già nato circa duemila anni fa. Cosa significa allora per noi oggi mettersi in attesa del Signore che viene?
Il venire del Signore verso di noi e verso la sua creazione che ama è una costante del suo essere Dio; Lui è il Dio con noi, Lui è il Dio per noi, Lui è il Dio verso di noi. Questo suo movimento è così dall’eternità e si è manifestato per noi uomini in tutta la sua pienezza e bellezza in Gesù, ma essendo parte del suo essere Dio, il venire verso di noi dobbiamo pensarlo come un Signore che viene verso di noi anche in questo preciso istante. Gesù, nascendo e morendo per noi, ci ha donato la possibilità di sentire il procedere del Signore verso di noi attraverso la fede, la speranza e la carità.
La fede, perché nella sua umanità ci ha rivelato la nostra di umanità, sicuramente fragile ma che, in Lui, può guardare al Padre come sorgente dell’amore. Un amore che si concretizza nella carità, ricambiando il suo amore incondizionato guardando a Lui nei fratelli e nelle sorelle. Gesù ha quindi inaugurato la nostra speranza dimostrandoci di essere Lui la Speranza viva e vera che continua a vivere attraverso la nostra di speranza.
Questo tempo di Avvento, sentiamoci dunque interpellati a viverlo rinnovando la nostra speranza guardando alla Speranza che è Gesù di Nazaret, che è il Signore che viene oggi e in ogni istante della nostra vita, chiamandoci come singoli ma anche comunità alla fede e alla carità,e che è il Signore che verrà nella gloria.
don Tommaso, diacono