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DALLA TESTA AI PIEDI. Il Sacramento del Perdono / 1

Con la Quaresima siamo entrati insieme a Cristo nel deserto, luogo della prova e della tentazione, immagine molto concreta della vita cristiana. Coltivare l’amicizia con Dio, vivere da cristiani dentro ogni ambiente e custodire la fede chiede di saper lottare ogni giorno contro lo spirito del male che cerca di allontanarci da tutto questo.
Non siamo lasciati a noi stessi in questo combattimento: come Cristo, anche noi siamo in compagnia di Dio che non ci abbandona alla tentazione. È soprattutto con il Sacramento della Confessione che Dio si fa presente e ci dona la grazia necessaria per “vincere tutte le insidie dell’antico tentatore e dominare le suggestioni del male”: donandoci il suo perdono, il Padre ci riconcilia con lui e con la comunità, rinnovando in noi la vita nuova ricevuta nel Battesimo. In un tempo come il nostro in cui la vita spirituale non è tra le priorità e la mentalità tecno-scientifica riesce ad illuderci di non aver bisogno della grazia di Dio e della sua salvezza, questo Sacramento non gode di una buona salute. Ci confessiamo poche volte e quando lo facciamo non ci è semplice raccogliere i pensieri da condividere con il Signore attraverso il presbitero. La Quaresima potrebbe essere l’occasione per un recupero di questo dono, per riprendere in mano seriamente la nostra relazione col Signore, metterci alla sua presenza e, dandoci il tempo necessario, guardarci con i suoi occhi e rileggere la nostra vita alla luce della sua Parola. Un’attenzione del genere dovrebbe aiutarci a riconoscere, anzitutto, che la nostra vita è segnata da tanto amore ricevuto gratuitamente da Dio e dagli altri, da tante benedizioni quotidiane che la alimentano e la sostengono. Da questa prima scoperta potrebbe ripartire il nostro riavvicinamento al Sacramento della Confessione. “Confessare” è un verbo che significa “manifestare apertamente”: se nel tempo questo verbo ha indicato il dire i peccati, ciò non significa che il Sacramento della Penitenza si debba esaurire solo in questo gesto. La Confessione potrebbe partire dalla semplice lode e riconoscenza al Signore per ogni suo dono, per l’amore che in tanti modi mai smette di donarci.
Prepariamo la prossima Confessione a partire da uno sguardo più attento alla vita: viviamo le nostre soste di preghiera anzitutto come tempo per rileggere con gli occhi di Dio i fatti quotidiani, così da raccogliere il bene che si riversa su di noi e poi portare al Padre la nostra confessione di lode.
Il parroco, don Silvano