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AMA, PER L’UNITA’!

In questi giorni viviamo la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani e la Domenica della Parola di Dio, due appuntamenti significativi per la vita ecclesiale.
Per l’unità dei suoi discepoli, Gesù ha pregato e dato tutto se stesso ma noi cristiani abbiamo preferito la via della divisione e della contrapposizione, mettendo al primo posto le particolarità e talvolta rinunciando alla ricerca della verità. Grazie a Dio, dall’inizio del ‘900 tanti cristiani protestanti, ortodossi e cattolici hanno ripreso in mano i fili del dialogo e della preghiera insieme, risvegliando in tutta la Chiesa questo impegno. Di anno in anno, i credenti di una diversa zona o nazione del mondo sviluppano la proposta spirituale della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.
Quest’anno è frutto del dialogo tra i cristiani del Burkina Faso, Paese dell’Africa occidentale abitato da 21 milioni di persone appartenenti ad una sessantina di etnie e dove circa il 64% della popolazione è musulmano, il 9% aderisce alle religioni tradizionali africane e il 26% è cristiano (20% cattolico, 6% protestante).
Dopo il grave attacco jihadista del 2016, le condizioni di sicurezza e la coesione sociale nel Paese si sono drammaticamente deteriorate, facendo dilagare tante forme di ingiustizia, provocando la morte di migliaia di persone e mettendo a dura prova le comunità cristiane. Dal confronto tra i cristiani di questo paese è arrivato l’invito a lasciarci accompagnare nella preghiera dal comandamento “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore (…) e ama il prossimo tuo come te stesso” riportato nel vangelo secondo Luca (10,25-28). La loro forte testimonianza ci incoraggia a credere che un’autentica preghiera è capace di far crescere l’amore tra i cristiani, guarendo le ferite della divisione e del conflitto.
Il nostro contesto è ben diverso da quello del Burkina Faso: pure noi, tuttavia, viviamo accanto a cristiani di altre Chiese, ossia ortodossi e protestanti. Anche a noi, dunque, è particolarmente rivolto l’invito a vivere questa Settimana di preghiera. Essa ci incoraggia alla conoscenza reciproca, per una maggiore stima e chiarezza nei rapporti, ma soprattutto all’ascolto dell’unica parola di Dio che ci chiama all’amore e ci dona forza per viverlo in modo autentico e generoso. Mentre sosteniamo i teologi e le guide ecclesiali nell’approfondire la fede per proseguire il dialogo che un giorno potrà ricomporre l’unità formale di tutti i battezzati, noi possiamo manifestare di cuore al Signore la volontà di ascoltarlo e di vivere l’amore reciproco. La Domenica della parola di Dio ci incoraggi a leggere, pregare, condividere frequentemente le pagine della Bibbia ma, soprattutto, mentre nella società crescono la chiusura reciproca e i conflitti, a viverle con gli altri credenti, per essere lievito di unità e di pace con tutti.
Il parroco, don Silvano